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Lariowood, cent’anni di cinema sul Lago di Como

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I nostri marinai sono un equipaggio di amici di lunga data, personalità diverse che corrispondono alla versatilità delle nostre imbarcazioni.

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Era stata Greta Garbo a suggerire al mondo quell’indirizzo segreto ed elitario, ed era stata lei, riempiendo lo schermo del suo volto luminoso, a pronunciare due volte il nome di Tremezzo nella celebre sequenza finale di Grand Hotel, premio Oscar per il miglior film nel 1932. “That sunny happy place”, così la Divina aveva definito il Grand Hotel Tremezzo e la natura meravigliosa che lo circonda, natura di luce, di acque, di riflessi, di immagini che si moltiplicano all’infinito e che restano nella memoria.

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Natura di cinema, dunque. E di cinema il Lago di Como è stato set privilegiato fin dagli anni ’20 quando sulle sue sponde è nata quella che ormai chiamiamo Lariowood, una collezione di set naturali, di architettura e di arte unica al mondo. Giusto per parlare di attualità, eccola lì, Anne Hathaway, alias Andy Sachs ne Il diavolo veste Prada II, che a bordo di un motoscafo attraversa le acque del nostro lago e giunge a Villa del Balbiano, storica residenza di Ossuccio, già apparsa nel film di Ridley Scott, House of Gucci, nel 2021. In senso contrario nell’estate del 1925 era approdato sul porticciolo di Nesso Alfred Hitchcock, al suo primo film allora muto, Il labirinto delle passioni. Quasi vent’anni dopo, nel 1942, Isa Miranda, così bella da essere chiamata a Hollywood, fece echeggiare le passioni di Malombra, uno dei più intensi film di Mario Soldati girato tra le mura e i giardini di Villa Pliniana, là dove aveva soggiornato lo stesso Antonio Fogazzaro, autore dell’omonimo romanzo.

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L’amore, da quello romantico a quello che spinge alla follia, ha trovato una casa d’elezione sulle sponde del Lago di Como e basterebbe pensare alla passeggiata di Anne Giradot e Alain Delon a Bellagio, forse una delle scene più tenere, se non l’unica, di Rocco e i suoi fratelli, capolavoro del 1960 di Luchino Visconti, anch’egli di casa sul Lago di Como: Villa Erba era di proprietà della sua famiglia e qui il piccolo Luchino trascorreva le estati in attesa della “triste” riapertura delle scuole. Guarda caso proprio a Villa Erba Steven Soderbergh ambienta alcune scene di Ocean’s Twelve, proseguo nel 2004 di Ocean’s Eleven, ed è “abbastanza” indimenticabile la sequenza che inquadra Vincent Cassel, nel ruolo di Francois Toulour, alias NightFox, mentre si alza dal letto e attraversa la camera a torso nudo per poi chiudere il sipario indossando una vestaglia di seta bianca. Ad attenderlo qualche ora dopo, ospiti a sorpresa, saranno George Clooney e Julia Roberts, Danny e Tess, e tutti sanno quanto il Lago di Como, e Villa Oleandra, abbia fatto parte della vita del grande attore americano. Piccolo cameo d’amore, è a Villa Oleandra che George Clooney ha incontrato Amal Ramzi Alamuddin nel 2013.

A Villa Balbianello, invece, sulla punta della penisola di Lavedo, a Lenno, si erano incontrati Anakin Skywalker e Padmè Amidala, ex regina di Naboo interpretata da Natalie Portman, protagonisti nel 2002 di Guerre Stellari: Episodio II - L’attacco dei cloni. Un bacio clandestino, il loro, appoggiati alla balaustra della villa, vasi di fiori alle loro spalle, e di fronte uno specchio d’acqua iridescente, rosa, azzurro e d’oro, che nessun effetto speciale sarebbe in grado di riprodurre. Anche Casino Royale è stato girato in questo piccolo angolo di paradiso, un tempo monastero francescano, poi villa nobiliare, dal 1974 dimora dell’esploratore Guido Monzino e oggi patrimonio del FAI. Sicuramente anche Daniel Craig, nei panni di James Bond, deve aver esplorato le ricchissime collezioni della villa, consolandosi della sconfitta a poker inflitta al suo personaggio da Le Chiffre. E se nella finzione cinematografica Villa Balbianello era allora una clinica dove appunto la famosa spia cercava di riprendersi dal crollo nervoso, non possiamo non tornare al successo più recente, ancora quel diavolo in Prada che rende omaggio all’originalità della moda, al fascino e al saper vivere italiani. Alla fine del primo episodio Miranda Priestly, ovvero Meryl Streep, ricordava ad Andy: «Tutti vorrebbero essere noi». Magari a volte no, ma sicuramente ognuno di noi vorrebbe ambientare una delle scene più romantiche della vita sull’orizzonte scintillante del Lago di Como.